25 – R come Risata I – Pirandello

Ridere e piangere sono parti della nostra vita.
Perché gli uomini ridono? E che cosa fa ridere? Il riso dipende dalla società? Il riso rappresenta un sentimento di benessere o sofferenza?
Ci sono molte interpretazioni sul perché ridiamo, che cosa ci fa ridere e qual è l’importanza della risata. Voglio usare lo spazio di oggi per parlare di Luigi Pirandello, un autore italiano importantissimo che ha analizzato la Risata e l’Umorismo.

“Ridete franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, (…), se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi.

In fine il semplice rider alto vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile(…) è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire.”

Giacomo Leopardi

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Fonti e risorse utili:

23 – O come Olivetti

Conosci l’Olivetti?
Forse hai usato o visto una macchina da scrivere Olivetti. Ma le imprese Olivetti non sono state solo questo per l’italia. Oggi parliamo di industria, fabbrica, design, comunità, Silicon Valley e informatica. Preparati al viaggio nella storia della fabbrica Olivetti.

Estratto della canzone: The Typewriter, Leroy Anderson

Trascrizione

“Io voglio che la Olivetti non sia solo una fabbrica, ma un modello, uno stile di vita. Voglio che produca libertà e bellezza perché saranno loro, libertà e bellezza, a dirci come essere felici!”

Quando ero ragazza ricordo che ero affascinata dalla macchina da scrivere di mia mamma. Era molto pesante e lei la teneva nella scatola originale. Ricordo che all’età di 11 anni o 12, avevo deciso di scrivere alcune storie con quella macchina da scrivere. Tac, tac, tac, mi piaceva tantissimo battere su quei tasti. Era una macchina da scrivere Olivetti.

Gli scrittori contemporanei usano oggi il computer per scrivere i propri libri. Oppure carta e penna. Ma nel 1900 erano molti gli scrittori che hanno usato una macchina da scrivere. Alcune delle più importanti opere della letteratura mondiale sono scritte al ritmo di una macchina da scrivere.
Fra gli scrittori che hanno usato una macchina Olivetti possiamo ricordare: Enzo Biagi, Indro Montanelli, Pier Paolo Pasolini, Leonard Cohen, Sylvia Plath, Cormac McCarthy, Primo Levi, Francis Ford Coppola.

Oggi parliamo di Olivetti.

Conosciamo tutti questa marca italiana, ma pochi sanno che Olivetti era un’azienda italiana all’avanguardia. Pochi sanno che Adriano Olivetti era un uomo rivoluzionario e visionario.
Oggi parleremo quindi di fabbrica, lavoro, comunità, design, Silicon Valley, Steve Jobs e Nasa. Eh sì, proprio così, Nasa. Ma procediamo per passi. Seguitemi nella puntata di oggi e scoprirete che cosa hanno in comune la Nasa e l’Olivetti.

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Fonti e collegamenti interessanti:

22 – N come Nave

Navi. Si parla molto di navi oggi: nei giornali, in televisione. Io voglio parlare di quelle navi che non molti anni fa hanno trasportato molti italiani in Argentina, Brasile, Stati Uniti. Nella puntata di oggi racconto un po’ le grandi migrazioni italiane del 1900.

Canzone nell’episodio: Terra Straniera, Luciano Taioli

Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire…

Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America.

Alessandro Baricco, Novecento

Una nave avvistata al largo della Sicilia, nave con migranti al largo di Malta. Navi, sentiamo molto parlare di navi ultimamente. E l’Italia, a causa anche della sua posizione strategica nel mediterraneo, è la meta per molti migranti.

La citazione che ho letto all’inizio, però, parla di un’altra nave. Una nave grandissima, che faceva un viaggio più lungo. La citazione che vi ho letto arriva da un libro di Alessandro Baricco che si chiama Novecento. Da questo libro è nato un film di un regista fantastico, Giuseppe Tornatore. La storia racconta di un pianista straordinario, di un ragazzo che nasce e cresce in una di quelle navi che trasportavano i migranti da Europa ad America.

Dal 1861, l’anno dell’Unità d’Italia, sappiamo che circa 30 milioni di Italiani hanno cercato la fortuna all’estero. 30 milioni di persone sono tanti e probabilmente fra di voi ci sono persone che hanno origini italiane. Molti italiani che sono partiti poi sono ritornati in Italia negli anni o decenni successivi. La maggior parte però è rimasta nei paesi stranieri e ha ricominciato una nuova vita lontano dall’Italia.

Ancora oggi, ci sono grandi comunità di discendenti Italiani negli Stati Uniti, in Brasile, in Argentina, in Francia e in Germania. Gli Italiani sono un popolo di migranti.

Oggi voglio parlare un po’ di queste migrazioni.

(trascrizione completa presto disponibile)

Fonti e collegamenti utili:

10 espressioni italiane con la parola PANE

Ascolta questo articolo:

Amo il pane. Sono ghiotta (eager for) di pane, lo adoro, non posso farne a meno (I cannot live without). Il pane croccante (crunchy), appena sfornato. Mi piace l’odore del pane.
Il pane è un elemento indispensabile nella cucina italiana. Ha origini antiche, ma è ancora oggi un ingrediente fondamentale.
Il pane è simbolo di amicizia e famiglia. Ogni domenica, quando gli italiani si riuniscono (to gather) per il pranzo della domenica, hanno in tavola una bella e profumata forma di pane.

Image from rawpixel.com

Siccome il pane è così importante, ci sono molti modi di dire legati al pane.
Oggi ne spiego alcuni:

Essere un pezzo di pane

Lo usiamo quando parliamo di una persona dolce, mite e gentile. Possiamo anche usarlo con i nostri animali domestici se vogliamo dire che non sono aggressivi, ma buoni.

Esempio:

  • Mio fratello è un pezzo di pane
  • Il mio cagnolino è molto dolce, è proprio un pezzo di pane.

Vende come il pane!

Usiamo questa espressione per parlare di un prodotto che vende facilmente. Un prodotto molto popolare. Possiamo anche dire “va come il pane”.

Esempio:

  • Il nuovo libro di Harry Potter va come il pane
  • I biglietti per il concerto di Ludovico Einaudi vanno via come il pane!

Dire pane al pane, vino al vino

Significa essere molto onesti e chiamare le cose con il nome giusto. Significa dire le cose apertamente, a volte anche in modo molto diretto.

Esempio:

  • Apprezzo l’onestà di Sergio perché dice pane al pane, vino al vino
  • Dobbiamo dire pane al pane, vino al vino: questo film è orribile!

Levarsi / togliersi il pane di bocca

Usiamo questa espressione quando una persona si sacrifica, fa dei grandi sacrifici per gli altri.

Esempio:

  • Luana ama tanto il suo lavoro che quasi si toglie il pane di bocca per non perderlo.
  • Stai tranquilla Elisa, finisco io il lavoro. Mi hai già aiutata molto, non voglio toglierti il pane di bocca.

Tenere a pane e acqua

Espressione che significa “punire”. È collegato a quello che mangiavano un tempo le persone che stavano in prigione. Oggi usiamo questo modo di dire anche in forma scherzosa e simpatica.

Esempi:

  • Una madre a un figlio: Basta Giovanni! Hai speso troppo in videogame, da oggi ti tengo a pane e acqua! (cioè: non ti do più soldi per i videogame)
  • Questo albergo è pessimo, ci tengono a pane e acqua.

Non è pane per i miei denti /  Non è il mio pane

Non è pane per i miei denti è un’espressione comune in Italiano. Che cosa significa? Usiamo questa espressione quando siamo a contatto con qualcosa che non sappiamo fare bene. Una cosa che non fa per noi.

Esempi:

  • lo sport non è pane per i miei denti. / Lo sport non è il mio pane
  • Un concerto di musica metal non è pane per i miei denti.

Puoi cambiare la parola “miei” con un altro possessivo.

Osserva questi esempi:

  • Il calcio non è pane per i miei denti
  • il basket non è pane per i suoi denti
  • la danza non è pane per i nostri denti.

Mangiapane a tradimento!

Questa è un’espressione che rivolgiamo a qualcuno che vive sulle spalle degli altri. A qualcuno cioè che non lavora per vivere ma usa gli altri senza mostrare gratitudine. Esiste anche l’espressione “mangiare il pane a ufo” che significa più o meno la stessa cosa.

Esempi:

  • Stefano mangia il pane a ufo, la sua famiglia lo mantiene da 40 anni!
  • Sei proprio un mangiapane a tradimento! Approfitti sempre della gentilezza degli altri!

Non si vive di solo pane…

Espressione che ricorda che un uomo non può vivere solo di cose materiali, ma deve pensare anche al lato spirituale e affettivo. Questa frase arriva dalla Bibbia, in particolare dal Deuteronomio.

Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti

Questa espressione si usa quando una persona ha qualcosa ma non sa apprezzarlo. Oppure quando una persona vorrebbe qualcosa ma non può averla.

  • Alberto è un così bravo ragazzo, ma è disoccupato. Ivo invece è un fannullone, ma è bravissimo nei colloqui di lavoro. È proprio vero che chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti.

Se non è zuppa è pan bagnato

Espressione che si usa quando ci sono due opzioni, ma molto simili fra loro. Si usa anche quando è fatta una dichiarazione che, anche se chiamata con un nome diverso, è la stessa cosa già presentata.

Esempi:

  • Uffa! In questa città piove oppure nevica, non c’è mai il sole. Se non è zuppa, è pan bagnato!

 

Ci sono molte altre espressioni con la parola pane. Alcune sono espressioni dell’italiano standard, altre arrivano dai dialetti italiani. In ogni caso, il pane è un elemento fondamentale per la cultura italiana e per la lingua.

Se vuoi, prova a fare qualche esempio nei commenti!

Glossario Italiano – inglese:

  1. Essere un pezzo di pane > To be a good egg
  2. Vende come il pane > To sell like hot cakes
  3. Dire pane al pane, vino al vino > Call a spade a spade
  4. Togliersi il pane di bocca > To make sacrifices
  5. Tenere a pane e acqua > To be on bread and water
  6. Non è pane per i miei denti > It’s not my cup of tea
  7. Mangiapane a tradimento > Scrounger
  8. Non si vive di solo pane > One does not live by bread alone
  9. Chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane non ha i denti > To have the means but not the knowhow
  10. Se non è zuppa, è pan bagnato > It’s six of one and half a dozen of the other

20 – L come Leonardo

20 – L come Leonardo

Trascrizione

Per affrontare la lettera L, ho deciso di parlare di una persona simbolo del Rinascimento. Fu un uomo eclettico, creativo, curioso e dotato di grandissime capacità. Era ingegnere, filosofo, ma è famoso soprattutto per le sue doti artistiche. Nasce nel 1452 a Firenze, ma viaggia molto e vive per molti anni a Milano. Il mondo intero lo chiama “genio”.

Avete capito?

Questo è il profilo del grande Leonardo Da Vinci. Voglio dedicare l’episodio di oggi a lui. Ripercorreremo la sua storia, parleremo della sua infanzia e proveremo a conoscere meglio il genio del Rinascimento.

 

L’opera di Leonardo da Vinci unisce arte, geometria, filosofia e scienza. Per molti è prevalentemente un artista, autore di dipinti famosissimi nella storia dell’arte. Dipinti meravigliosi e rivoluzionari. Ma Leonardo non è stato solo questo.

Progettista, ingegnere, scienziato, ricercatore: la sua ricerca spazia in molti campi del sapere umano. È un uomo dotato di straordinario talento. I suoi studi erano avanti rispetto al periodo e le sue ricerche molto visionarie.

Dove nasce Leonardo da Vinci?

Molti collegano Leonardo a Firenze. È curioso, però, perché Leonardo non nasce a Firenze, ma in provincia. Passa inoltre gran parte della sua vita fuori da Firenze e viaggia molto. Ma parliamo dopo di questo. Torniamo un momento alla sua infanzia.

Leonardo da Vinci nasce ad Anchiano, un paesino nella campagna toscana, il 15 aprile del 1452. Vive però in un altro paesino a 30 km da Firenze, che si chiama Vinci. Da qui arriva il suo nome: Leonardo da Vinci. Vive qui per i primi 12 anni della sua vita prima di trasferirsi a Firenze e inziare la sua formazione nella bottega di Andrea Verrocchio.

In campagna, in tenera età, cioè molto giovane, divide il suo tempo fra la casa della madre e la casa del nonno. Pochi sanno forse che Leonardo era un figlio illegittimo, era nato da una relazione extraconiugale del padre. Per questo motivo, il padre non lo ha mai riconosciuto. C’è da dire però che il padre si è sempre occupato della formazione del figlio ed è lui che lo porta a Firenze quando Leonardo ha 12 anni.

I primi anni sono molto importanti per il genio che crescerà. Leonardo, infatti, passa molto tempo nella natura e impara a conoscere un lato del mondo che per tutta la vita sarà suo maestro.

Essendo figlio illegittimo, Leonardo non aveva potuto seguire gli studi classici. Non aveva studiato il latino e non era entrato in contatto con gli autori classici nella loro forma originale.

Da adulto Leonardo proverà a studiare il latino da autodidatta, ma con molta fatica. Il latino in quel periodo era importante, perché era la lingua della scienza, la lingua degli accademici, degli intellettuali. E per entrare nella discussione scientifica era necessario conoscere il latino. Leonardo compensa però questa sua mancanza di studi classici con l’osservazione, il disegno e lo studio della Natura. La Natura sarà sempre sua maestra. 

Vediamo in lui e nel suo lavoro il primo tentativo di fondere teoria e pratica, che precede il Metodo Scientifico.

Dovete pensare infatti che nel Rinascimento la Scienza non era una materia definita come oggi. Arte, cultura, ingegneria e pittura erano unite e non esisteva una precisa separazione dei sapere. Tutto era Scienza. Possiamo dire che la parola Scienza indicava le nozioni, la conoscenza necessaria per fare qualcosa. La Scienza della pittura, la Scienza del disegno, ecc. 

È sempre incredibile per me pensare che il mondo che vedo oggi e le parole che uso in italiano tutti i giorni, avevano solo pochi anni fa, qualche centinaio di anni fa, un altro significato.

La parola Scienza, ad esempio, ha cambiato completamente il suo significato dopo Galileo Galilei.

Già Leonardo però anticipa in qualche modo il metodo scientifico. Come? Leonardo dà importanza alla sperimentazione. Leonardo prova a fondere, a unire, teoria e pratica. Intuisce che per dimostrare qualcosa deve ripetere gli esperimenti più volte. Capisce l’importanza della matematica. Siccome non aveva una conoscenza profonda della matematica, si affida molto al disegno e alla geometria per approfondire le sue scoperte.

Torniamo però un attimo alla sua vita

A 12 anni Leonardo va a Firenze e inizia a lavorare nella bottega del Verrocchio, a quel tempo una delle più famose botteghe della città.

Cos’era una bottega nel Rinascimento?

Una bottega era un luogo di formazione e di lavoro. Era una vera e propria impresa dove i giovani artisti imparavano da un maestro. La bottega riceveva degli ordini e delle commissioni differenti, da quadri e opere d’arte a veri e propri disegni di architettura.

La bottega dove studia Leonardo, quella del Verrocchio, è una delle più importanti del Rinascimento. Oltre a pittura, scultura e architettura qui i pupilli possono studiare anche musica, ottica e botanica. Si formano nella Bottega del Verrocchio, oltre a Leonardo, Perugino e Botticelli.

Nella bottega il giovane Leonardo inizia dal basso: cioè prepara gli strumenti e i colori prima, osserva. Si forma prima di tutto nel disegno. Il disegno è infatti la prima finestra sul mondo, è un modo pratico di osservare la realtà ed elaborarla.

Leonardo ha però anche la possibilità di assistere e partecipare alla posa della grande sfera di rame sulla cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze. Questa sfera era stata preparata da Brunelleschi. Il posizionamento sulla cupola è un lavoro di ingegneria, con gru e macchine. Questo è il primo contatto di Leonardo con le sue amate macchine. Per gran parte della sua vita infatti, il genio rinascimentale si dedica al disegno e alla costruzione di macchine. Quelle più famose sono le macchine volanti.  Sarà, però, poi a Milano che Leonardo potrà dedicarsi all’ingegneria e toccherà l’apice della sua carriera.

Poco prima di compiere 30 anni, infatti, Leonardo abbandona Firenze. Parte per Milano e si propone a Ludovico il Moro. Vuole iniziare una nuova vita e nella sua lettera di presentazione si propone più come ingegnere che come artista. A Milano inizia un’attività do progettista di macchine: macchine per il teatro prima di tutto e poi per la guerra, per il volo e altri tipi di marchingegni.

Leonardo, pensate, vive a Milano per più di 25 anni. Spesso colleghiamo subito la città di Firenze a Leonardo da Vinci. In realtà, se è vero che a Firenze Leonardo si è formato, è altrettanto vero che a Milano ha raggiunto il suo massimo successo come artista e progettista.

A Milano ci sono ancora segni della sua opera.

L’opera più conosciuta che riceve visitatori da tutto il mondo è forse il dipinto de L’ultima cena. Il cenacolo di Leonardo è ancora oggi a Milano, nel convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie. Se passate per Milano e volete vedere quest’opera vi consiglio di prenotare con anticipo.

Comunque, il Cenacolo è rivoluzionario e racchiude in sè quello spirito di osservazione e analisi che è caratteristico del genio di Leonardo. Il Cenacolo è un esperimento psicologico. Perchè?

Leonardo decide di rappresentare gli apostoli in un momento particolare: Gesù ha appena detto che qualcuno lo avrebbe tradito.

Questo momento drammatico nella storia del Nuovo Testamento ed è quindi una scusa per Leonardo per analizzare le reazioni emotive dei personaggi. Mentre prepara quest’opera Leonardo non è solo artista, ma anche psicologo. Usa le sue capacità per rappresentare “i moti dell’animo”, come lui li chiama.

Ci sono nel quadro tutti i sentimenti umani: rabbia, paura, stupore, incredulità, sorpresa. Non solo nei volti, nei visi, nelle facce, ma anche nei movimenti del corpo. I gesti rappresentano il mondo interiore dei personaggi. E la pittura è per Leonardo il mezzo per leggere e rappresentare la realtà in tutti i suoi dettagli.

Potremmo andare avanti ore e giorni a raccontare la vita di Leonardo. Ma questo episodio non può essere troppo lungo, se no vi stancate di me!

Quindi parlerò di un ultimo aspetto che mi piace e mi interessa: l’aspetto di Leonardo scrittore e di lettore.

Leonardo scrive per tutta la sua vita. Ci lascia migliaia di pagine scritte e disegnate, pagine bellissime ora sparse in tutto il mondo.

Scrive di tutto: filosofia, matematica, natura. Scrive poco però di se stesso. Molti studi che conduceva erano personali e probabilmente sapeva che era difficile poter condividere queste scoperte con qualcuno di contemporaneo a lui.

La sua sete di conoscenza era immensa e scrivere è un mezzo per imparare e osservare. Insieme ovviamente al suo amato disegno.

Se sarai solo sarai tutto tuo” scrive lo stesso Leonardo in una nota nel Trattato della Pittura, l’unica sua opera completata e pubblicata.

Leonardo aveva in parte una vita solitaria, però non dobbiamo pensare a un Leonardo asociale. I contemporanei lo descrivono come una persona socievole e capace di stare in società. Elegante, bello, un uomo che teneva molto al suo aspetto.

Era anche un uomo ambizioso, però forse questo è un aspetto fondamentale del suo carattere. L’ambizione lo porta a sperimentare, per scoprire qualcosa – sì – ma anche per lasciare un ricordo di sè nella mente degli altri.

Era geloso dei suoi quaderni e non li lasciava consultare ad altri. Non usava però linguaggi in codice. Usava anagrammi solo quando voleva nascondere un nome particolare, sporadicamente.

Come scriveva? Sappiamo sicuramente che poteva scrivere con entrambe le mani, con tutte e due le mani. Sappiamo anche che non usava una comune penna d’oca, come era comune ai tempi, ma un prototipo di penna stilografica che lui stesso aveva inventato.

Quando prendeva appunti per strada, e lo faceva spesso, usava un carboncino o una matita.

Scrive di tutto, in modo interrotto e non continuo. Il fisico Massimo Temporelli nel suo podcast Fucking genius usa un termine che mi piace molto:  lui dice che Leonardo ha un sapere linkato, dove ogni esperienza è collegata a un’altra.

Mi piace perché ricorda la nostra forma di imparare oggi, pensateci, attraverso link e collegamenti. Abbiamo già parlato in passato di Artusi e del suo metodo di fare, di scrivere e di ricevere commenti dai suoi lettori simile a un blog, oggi parliamo di Leonardo e parliamo di sapere “linkato”. Mi piace pensare che Leonardo, con i suoi taccuini, un po’ anticipa questo.

Il suo apprendimento non è lineare, ma spesso salta da un argomento a un altro; un po’ come facciamo oggi, con i link su internet.

Omo sanza lettere

In una pagina del codice atlantico Leonardo si definisce omo sanza lettere”, uomo senza lettere. Questo commento un po’ amaro si riferisce al fatto che Leonardo non ha studiato. Il latino nel Rinascimento permetteva di accedere ai classici, come abbiamo detto. Con classici intendo tutti i grandi autori del passato. Nelle corti e nelle università gli intellettuali parlavano il latino. E Leonardo sentiva  che questo lato un po’ gli mancava. 

Nei quaderni di Leonardo, infatti, ci sono molti esercizi in latino e sappiamo che, appunto, lui stesso sente questa mancanza. 

Da quando arriva a Milano inizia a leggere i testi antichi per imparare quello che è prodotto nel passato. Sappiamo che all’inizio del 1500 Leonardo ha nella sua biblioteca circa duecento testi, duecento libri. Questa è una biblioteca molto grande per l’epoca. Aveva, fra i libri, anche la Divina Commedia, Tolomeo, Plinio.

Insomma, Leonardo è un uomo affascinante, un intellettuale molto dotato e un genio senza confini. Ci sono molte altre cose di cui vorrei parlare: ad esempio gli studi di anatomia che Leonardo doveva fare in segreto, gli ultimi anni della sua vita, il destino dei suoi taccuini. Dove sono finiti tutti i suoi taccuini? Che storia hanno avuto? Però per oggi però mi fermo qui, spero di aver reso omaggio a uno dei grandi geni dell’umanità.

Se state studiando l’italiano, trovate la trascrizione di questo episodio sul sito www.speakitaliano.org. Io sono Linda e per oggi vi saluto e vi auguro una buona settimana.

Fonti e link utili:

 

Ciao!

Ciao, sono Linda.
Questo è lo spazio dove condivido consigli e curiosità sulla lingua e la cultura italiana. Adoro parlare di libri, letteratura e cinema. Vorresti leggere di un argomento particolare? Entra in contatto con me! Sono sempre contenta di ricevere consigli, commenti e suggerimenti.

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19 – Italia in numeri

Oggi diamo i numeri!
Scopri con me alcune curiosità legate all’Italia. Con l’aiuto di alcuni numeri, grandi e piccoli, conosciamo meglio il Bel Paese attraverso le sue caratteristiche geografiche, culturali e bizzarre.
Buon ascolto!

Trascrizione

Viva l’Italia
L’Italia liberata
L’Italia del valzer
L’Italia del caffè
L’Italia derubata e colpita al cuore
Viva l’Italia
L’Italia che non muore.
Viva l’Italia presa a tradimento
L’Italia assassinata dai giornali e dal cemento
L’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura
Viva l’Italia
L’Italia che non ha paura.

Francesco De Gregori

Siamo finalmente giunti alla lettera I e come non parlare di Italia? Oggi voglio raccontarvi un po’ l’Italia.  Ovviamente la Storia d’Italia è molto lunga e non ho qui il tempo di ripercorrerla in insieme. Ho deciso quindi di fare affidamento ai numeri.  Attraverso dei numeri voglio condividere con voi alcuni dati interessanti che si riferiscono all’Italia.

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

Link e riferimenti utili:

18 – Viva le donne!

Un episodio speciale per fare gli auguri a tutte le donne. In questo episodio ripercorriamo insieme la storia della Giornata Internazionale della Donna e le lotte sociali che hanno portato al diritto di voto per le donne.
Buon ascolto!

Trascrizione

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

EDOARDO SANGUINETI – Ballata delle donne

La poesia ascoltata all’inizio dell’episodio si intitola “Ballata delle Donne” ed è di Edoardo Sanguineti. Dedico la puntata speciale di oggi a tutte le donne. Alle donne che combattono, alle mamme, alle nonne e a quelle che sono ancora giovani e in cerca di risposte. Alle donne che scrivono, a quelle che producono arte, ma anche a quelle che leggono. Insomma, a tutte le donne. Perché è bello essere donne e questo giorno è dedicato a noi.

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

Fonti e collegamenti utili:

 

 

17 – G come Giappone

Un mini viaggio nel paese del Sol Levante con l’episodio di oggi. Parliamo di Igort e dei suoi meravigliosi Quaderni Giapponesi. Leggo poi per voi una storia presa da un libro di racconti giapponesi.
Siete stati in Giappone? Ci andreste?
Buon ascolto!

Trascrizione

E poi, immerso in quel silenzio mi perdevo per ore a disegnare o prendere appunti. Da Tokyo l’Europa, la mia vita di sempre, sembrava davvero lontana.

Per introdurre il tema di oggi, parto da un episodio di vita personale.

Il mese scorso sono stata per due settimane in Giappone. Due settimane non sono abbastanza per conoscere le meraviglie del paese del Sol Levante, avrei voluto stare per almeno tre mesi.
Comunque, mentre mi preparavo al mio viaggio per il Giappone ho consultato alcuni libri, guide turistiche e romanzi di persone che avevano già viaggiato in questo paese.
Fra tutti, sono rimasta fortemente affascinata da un fumetto, una graphic novel di un fumettista italiano che si chiama Igort.

L’ultima volta abbiamo parlato del fumetto e così, con l’episodio di oggi, vorrei collegarmi all’ultimo argomento. Oggi parliamo di Giappone. Non avevo mai letto niente di questo fumettista, di Igort, e sono rimasta felicemente sorpresa.

Mi piacciono molto i fumetti e quando posso cerco nuove letture.
Il libro mi ha aiutato molto a entrare nello spirito giapponese e si chiama Quaderni Giapponesi” – Un viaggio nell’impero dei segni“.

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

15 – E come Europa

Viviamo in un momento storico molto complesso, confuso, contraddittorio, dove l’idea di Europa è messa giornalmente in discussione.
La domanda a cui voglio cercare di rispondere è questa: esiste una cultura europea? Al di là del concetto di Europa politica o economica, possiamo parlare di cultura Europea?
Esiste inoltre una letteratura Europea?

Trascrizione

Europa.

Ho pensato molto alla lettera E, poi dopo molto pensamento, ho deciso di correre il rischio e parlare di Europa.

Viviamo in un momento storico, probabilmente sapete, molto complesso, confuso, contraddittorio, dove l’idea di Europa è messa giornalmente in discussione. La fiducia di molte persone nell’ideale di Europa è svanita e molti italiani vorrebbero fare un passo indietro, uscire dall’Euro, tornare ad essere un paese che non deve niente a nessuno.

Non voglio oggi fare un trattato di politica e tantomeno parlare di temi delicati e complessi come l’idea di Europa. La domanda, però, a cui voglio cercare di rispondere è questa: esiste una cultura europea? Al di là del concetto di Europa, oltre al concetto di Europa politica o economica, possiamo parlare di cultura Europea? Esiste inoltre una letteratura Europea?

 

Trascrizione completa presto disponibile, puoi intanto studiare con le trascrizioni degli ultimi episodi, qui

Link utili:

Integra l’italiano nella tua vita – 6 consigli pratici

Abbiamo parlato di quanto sia importante la routine nella nostra vita. Siamo animali abitudinari e le cose ripetute ci trasmettono sicurezza.

Anche le persone che viaggiano molto o le persone che hanno un lavoro flessibile hanno una specie di routine. Ci sono gesti che facciamo che si ripetono.

Oggi voglio darti alcuni consigli per integrare l’italiano nella vita di tutti i giorni. Sono cose piccole, ma che possono fare la differenza.

Io penso che studiare una lingua non debba essere solamente un passatempo. Stai infatti imparando a usare uno strumento che può aprire il tuo mondo e i tuoi orizzonti. Puoi conoscere persone che la pensano come te, persone da altri paesi, con cui puoi iniziare un dialogo stimolante e di crescita.

A volte chiudiamo lo studio di una lingua straniera a un’ora alla settimana. Poi basta, chiuso il computer dimentichiamo che sappiamo parlare l’italiano.

Qui alcuni consigli per integrare con piccoli gesti l’italiano nella tua vita:

La lista della spesa

Tutti noi andiamo a fare la spesa ogni settimana, giusto?

Beh, perché non scrivere la lista della spesa in italiano? Questa è una cosa pratica, semplice e ripetuta che possiamo fare tutti. In questo modo l’italiano diventa la lingua della spesa! E se devi fare una lista per tuo marito o tua moglie, puoi scriverla in due lingue. In questo modo anche lui o lei possono imparare l’italiano in preparazione alle vostre prossime vacanze in Italia!
La lista della spesa è pratica e permette di imparare un vocabolario di uso quotidiano.

Video di cucina

Ti piace cucinare? Allora puoi cucinare un piatto in italiano qualche volta. In generale puoi guardare la ricetta in Italiano. Ci sono molti video su youtube con ricette buone e originali. Se non parli bene l’italiano, non importa. I video hanno immagini che possono aiutarti a seguire la ricetta senza sbagliare.

Agenda

Hand-drawn blue desk calendar illustration

Uso la mia agenda per programmare le mie lezioni e i miei appuntamenti. Sulla mia agenda scrivo anche le cose che devo fare o comprare.

A volte scrivo in italiano, a volte in inglese.

Per integrare l’italiano nella tua vita, inizia a scrivere sulla tua agenda in italiano. Puoi iniziare anche con un solo giorno o due a settimana. L’importante è scegliere un giorno preciso e mantenere l’impegno.

Flashcard

Hai mai sentito parlare di flashcards? Le flashcards sono delle carte dove possiamo scrivere le parole nuove. Da un lato scriviamo la parola nuova e dall’altro la traduzione nella nostra lingua. Ci sono molti programmi di flashcards digitali che possiamo scaricare comodamente sul nostro cellulare (i miei preferiti sono Quizlet e Memrise). A me, però, piacciono ancora i metodi tradizionali e creo le mie flashcards a mano.

Scrivere è per me un buon modo per memorizzare.

Istruzioni:

Prendi un contenitore (un vasetto, una scatola, un cestino), carta e penna. Inizia a creare le tue flashcard. Ogni sera, prima di andare a dormire oppure ogni mattina prima del caffè pesca una parola e ripassala.

Quando una parola è famigliare e l’hai memorizzata, toglila dal cestino.
Puoi praticare con parole oppure con intere frasi (utile se devi programmare una vacanza).

 

Post it

Anche i post-it sono un ottimo modo per ampliare il vocabolario. Puoi attaccare post -it sugli oggetti intorno a te. La ripetizione visuale ti aiuterà a memorizzare meglio.

Inizia con informazioni oggettive e incolla i post – it su oggetti in casa che non conosci: mensola, specchio, asciugamano, interruttore.
Quando conosci i nomi degli oggetti puoi iniziare a scrivere cose astratte, parole che descrivono alcune caratteristiche dell’oggetto.

Qui alcuni esempi:

  • Interruttore > utile > acceso / spento
  • Mensola > reggere > arredamento
  • Divano > accomodante > imbottito

Scambi linguistici e conversazioni

Sono una persona estremamente pigra e per me fare sport è sempre un problema. Ultimamente però faccio sport con un amico. Avere un appuntamento fisso sulla mia agenda mi aiuta a sconfiggere la pigrizia.

Quando sento la voce nella mia testa che dice: “Dai Linda, rimani a casa a guardare un film”.
Rispondo: “Non posso!”.

Il mio senso di responsabilità è più forte della pigrizia momentanea. E questo fa bene alla mia mente, al mio corpo e alle mie relazioni sociali.

L’italiano è la stessa cosa. Parlare una lingua è questione di pratica e allenamento. La lingua si arruginisce se non la usiamo. Se abbiamo un appuntamento è più facile mantenere una pratica costante. Inoltre, l’ansia (in giusta dose) e la voglia di comunicare con un’altro essere umano ci aiutano a memorizzare meglio e studiare con più piacere.

Fortunatamente, ci sono molti modi per fare questo online. Non è importante dove siamo, con internet possiamo trovare un modo per parlare con qualcuno in Italiano.

In particolare è possibile:

 

Per oggi i consigli sono finiti. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Puoi scrivere qui sotto nei commenti oppure unirti al gruppo Facebook di Speak Italiano!