31 – V come Viaggio

Perché viaggiamo? Che cosa ci spinge a preparare lo zaino e partire per giorni o mesi. È faticoso, stancante, costoso. Una cosa è sicura, l’uomo ha sempre viaggiato. L’essere umano migra e viaggia dall’inizio dei secoli.
Oggi parliamo di viaggio, viaggio reale e immaginario e di letteratura di viaggio.

Trascrizione

Per quanto mi riguarda, io non viaggio per andare da qualche parte, ma per andare. Viaggio per il viaggio. La cosa importante è muoversi.

Stevenson

 

Perché viaggiamo? Che cosa ci spinge a preparare lo zaino e partire per giorni o mesi. È faticoso, stancante, costoso. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini, dormire in letti che non sono i nostri, mangiare cibo strano. Eppure perchè viaggiamo? E oggi abbiamo aerei, crociere, treni ad alta velocità, bus di alta classe. In passato molte persone viaggiavano a piedi oppure con mezzi non molto sicuri. Una cosa è sicura, l’uomo ha sempre viaggiato. L’essere umano migra e viaggia dall’inizio dei secoli. Forse è un po’ della nostra origine nomade che ci portiamo nel Dna.

Oggi parliamo di viaggio, viaggio reale e immaginario e di letteratura di viaggio. 

Prima di tutto, definiamo che cosa significa letteratura di viaggio.

Un racconto di viaggio è di solito un racconto, reale o immaginario, che descrive alcuni luoghi estranei a casa nostra. Possono essere viaggi di avventura, di esplorazione, ma anche reportage turistici o giornalistici. Una cosa importante per la letteratura di viaggio è il punto di vista della persona che racconta. Il viaggio è una storia soggettiva, con opinioni, sentimenti e una parte di vita vissuta. Non importa che il viaggio sia vero. Ci sono scrittori che non sono mai andati da nessuna parte. La cosa importante è la voce del narratore, che è una voce in prima persona. 

Detto questo, oggi provo a tracciare brevemente una linea, che percorre alcuni momenti importanti della letteratura di viaggio e dei grandi libri che sono arrivati fino a noi. 

La letteratura che parla di viaggi è una cosa antichissima. L’opera più antica che parla di viaggio è l’Epopea di Gilgamesh, un antichissimo libro sumero. Bhe, libro, in realtà sono tavolette d’argilla! Questa storia ha più o meno 4500 anni, è pazzesco. Gilgamesh è un eroe che ha conosciuto i Paesi del mondo e su queste tavolette sono raccontati i suoi viaggi.

La storia di Gilgamesh si può chiamare “epopea”. Epopea è di solito un racconto di gesta eroiche raccontate in forma di poesia. Anche l’Odissea, la storia dell’eroe greco Ulisse, parla di viaggi ed è un’epopea. Poi abbiamo l’Eneide di Virgilio, il poeta latino che nella Divina Commedia guida Dante nell’Inferno. L’Eneide è la storia di Enea, l’uomo che è destinato a fondare la città di Roma.

Poi abbiamo l’arrivo del Cristianesimo e il Medioevo. Nel Medioevo il viaggio è verso Dio e iniziano i grandi pellegrinaggi dell’umanità. I cristiani diventano pellegrini e iniziano a viaggiare sui grandi cammini latini che esistono ancora oggi. I più famosi sono i pellegrinaggi che vanno a Gerusalemme, a Roma e a Santiago di Compostela. Nascono diari di viaggio e guide per i pellegrini. Allo stesso tempo, il tema del viaggio, è ripreso dal cristianesimo per parlare del viaggio dell’anima, che lascia la terra per avvicinarsi a Dio. 

Ovviamente, se parliamo di viaggio e di letteratura, non possiamo non parlare di Marco Polo. Dal 1100 inizia il desiderio di raccontare viaggi reali. Di solito sono viaggi commerciali, religiosi oppure diplomatici. 

Il Milione di Marco Polo è l’opera più famosa.

Marco Polo era un mercante di Venezia. Lui fa un viaggio in Asia con suo padre e suo zio alla fine del 1200. Marco Polo non scrive il diario, ma racconta i suoi viaggi a uno scrittore che si chiama Rustichello da Pisa. È lui che poi scrive il libro. Il libro parla delle usanze della corte del Gran Kahn, da informazioni utili ai mercanti che nel Medioevo dovevano viaggiare e parla anche di alcuni luoghi biblici, come la valle dell’Eden, ad esempio. Qui, in questo libro, realtà e fantastico sono mescolati. 

Se andiamo avanti nel tempo, troviamo poi le prime esplorazioni geografiche e i diari di bordo. I diari di bordo sono quei diari che i navigatori tenevano quando esploravano nuove terre. Un uomo italiano, Antonio Pigafetta, scrive la relazione del primo viaggio intorno al mondo. Pigafetta scrive il diario di bordo del Primo viaggio intorno al globo di Ferdinando Magellano. Questo viaggio è avvenuto fra il 1519 e il 1522. 

La stampa è inventata a metà del 1400.

Per questo motivo e a causa delle grandi esplorazioni geografiche, le poche persone che sanno leggere iniziano ad interessarsi alla letteratura di viaggio.

I viaggi in terre lontane iniziano ad essere raccontati in modo diverso. E iniziano i grandi romanzi, in prosa o in versi, che raccontano di grandi viaggi reali o inventati.

Un esempio classico è un romanzo che si chiama Orlando Furioso, di Ludovico Ariosto del 1500. I protagonisti di questo romanzo viaggiano in continuazione e si spostano per mari e boschi. Uno di loro va addirittura sulla Luna! I personaggi viaggiano e vedono cose sorprendenti.

Nel tardo 1600 inizia un po’ il turismo. 

Veramente, in questo periodo, i viaggi si dividono un po’ in due categorie: uno i viaggi verso mete già conosciute e due i viaggi di esplorazione. I viaggi verso mete conosciute sono un po’ anticipatori del turismo di oggi. È un turismo intellettuale, di formazione dei giovani.

Gli aristocratici inglesi iniziano a mandare i giovani a Sud, in Sud Europa. Perché? Per educarli. Questo era un viaggio che i giovani facevano per diventare adulti, per entrare in contatto con la cultura, i costumi e l’arte di altri paesi. Il nome di questi viaggi è Grand Tour. Il viaggio durava qualche mese o anche alcuni anni e l’Italia era una delle mete preferite dell’aristocrazia europea. Il fenomeno, il Gran Tour, inizia nel 1500 in Inghilterra, ma piano piano si espande in tutta Europa. Nel 1800 diventa una vera e propria moda europea. Alcuni scrittori e artisti famosi che hanno viaggiato in Italia in questo periodo sono: Byron, Dickens, Mary Shelley, Goethe, Stendhal, Wagner e altri. 

I racconti di viaggio diventano così un modo per esplorare se stessi. Non sono più semplici descrizioni geografiche o oggettive, ma diventano riflessioni filosofiche. 

Il turismo moderno nasce poi dal 1800. Dobbiamo pensare infatti che per le persone diventa sempre più facile spostarsi: il treno rende il viaggio più facile, breve e accessibile. 

Parlando di viaggi scientifici, possiamo accennare brevemente al famoso viaggio che Charles Darwin fa sulla nave Beagle. Durante il suo viaggio fra mari e terre, Darwin può sviluppare le sue capacità analitiche e raccogliere importanti campioni biologici e botanici che sono una vera rivoluzione per l’epoca. Questo viaggio straordinario permette al giovane Darwin di sviluppare la teoria evoluzionistica delle specie. 

Quindi, con il passare del tempo, si separano sempre più i viaggi scientifici da quelli letterari. Per Goethe, il viaggio in Italia è in realtà un viaggio nell’io, un viaggio per scoprire la sua anima. Il viaggio diventa interiore. 

In  Italia, abbiamo uno scrittore molto famoso, che ha scritto tanto e ha viaggiato tanto… Con la mente però! Emilio Salgari non ha mai lasciato la biblioteca. Eppure, nei suoi libri, parla di tigri, di pirati della Malesia e terre lontanissime. In trent’anni di attività, scrive più di 80 romanzi d’avventura. Studia molto, legge molto e i suoi viaggi nella mente sembrano reali.

Dopo la seconda guerra mondiale inizia il viaggio moderno e quello che oggi conosciamo come turismo. I mezzi di trasporto migliorano e diventano più veloci. Non è necessario fare un tour di anni, ma è possibile andare in una meta specifica. I luoghi lontani diventano più vicini. L’uomo esplora il mondo e va nello spazio. 

Il cinema, la televisione e la fotografia portano le immagini dei mondi lontani e le mete diminuiscono. Le persone iniziano ad andare negli stessi posti, nascono stabilimenti, nasce la pubblicità, nasce il moderno turismo. Internet è poi un’altra rivoluzione, perché con internet possiamo viaggiare comodamente seduti sul nostro divano di casa. Il viaggio contemporaneo è un viaggio in cui stiamo fermi, un paradosso.

Voglio concludere l’episodio di oggi con il nome di un grande giornalista e scrittore di viaggio.

Lui è un esempio di letteratura di viaggio, ma anche di reportage. Il suo nome è Tiziano Terzani e secondo me è uno dei migliori giornalisti e scrittori italiani. I suoi libri sono un’analisi dell’uomo, delle paure e dei desideri. Tiziano ha analizzato la realtà in un modo molto personale e affascinante. Ha viaggiato molto in Asia e ha lasciato un ritratto di alcuni conflitti grandissimi: la guerra in Vietnam, la dittatura in Cambogia, il crollo dell’Unione Sovietica, la morte di Mao in Cina. I suoi racconti di viaggio rimarranno sicuramente nella storia. Mi piace questo autore soprattutto per la sua visione profonda e positiva sul mondo. Le guerre, la sofferenza, le tragedie che ha visto non hanno cancellato la sua voglia di vivere e lo sguardo gioioso sul mondo. Vi consiglio di fare una piccola ricerca su internet e di guardare le interviste con quest’uomo. Sicuramente vi piaceranno.

Il nostro viaggio di oggi finisce qui. Buona settimana e buona calda giornata d’agosto!

Link e risorse utili:

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2 Replies to “31 – V come Viaggio”

  1. A me piace tanto questa definizione di viaggio e viaggiare:
    “Viaggiate..in Italia o altrove e imparate nuove lingue: “Viaggiate che sennò poi diventate razzisti e finite per credere che la vostra pelle è l’unica ad avere ragione, che la vostra lingua è la più romantica e che siete stati i primi ad essere i primi
    Viaggiate che se non viaggiate poi non vi si fortificano i pensieri non vi riempite di idee vi nascono sogni con le gambe fragili e poi finite per credere alle televisioni e a quelli che inventano nemici che calzano a pennello con i vostri incubi per farvi vivere di terrore senza più saluti né grazie né prego né si figuri
    Viaggiate che viaggiare insegna a dare il buongiorno a tutti a prescindere da quale sole proveniamo, viaggiate che viaggiare insegna a dare la buonanotte a tutti a prescindere dalle tenebre che ci portiamo dentro
    Viaggiate che viaggiare insegna a resistere a non dipendere ad accettare gli altri non solo per quello che sono ma anche per quello che non potranno mai essere, a conoscere di cosa siamo capaci a sentirsi parte di una famiglia oltre frontiere, oltre confini, oltre tradizioni e cultura, viaggiare insegna a essere oltre
    Viaggiate che sennò poi finite per credere che siete fatti solo per un panorama e invece dentro voi esistono paesaggi meravigliosi ancora da visitare. ”
    [Gio Evan]

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