27 – S come Sport

Ripercorriamo oggi insieme la storia del Giro d’Italia. Parliamo di sport e di un momento importante della storia sportiva italiana. Ci sono molti aneddoti legati al Giro d’Italia e oggi voglio raccontarne alcuni! Buon ascolto.

Trascrizione

Si sta svolgendo in questi giorni il Giro d’Italia. Questo, il Giro D’Italia, è una corsa in bicicletta, maschile a tappe. Si svolge una volta all’anno sulle strade italiane. Occasionalmente la gara coinvolge anche altri paesi. Il Giro d’Italia è una manifestazione molto importante nel calendario sportivo italiano e quest’anno è l’edizione numero 102. Sono 21 tappe, per un totale di 3.578 (ripeto 3578) chilometri. Ogni tappa è lunga in media 170km. In media significa che alcune tappe sono un po’ più lunghe altre un po’ più brevi.

In questo episodio voglio raccontarvi brevemente la storia di questa manifestazione. Ci sono molte cose interessanti legate al Giro d’Italia e oggi le vediamo insieme. 

La prima edizione del Giro è nel 1909. 

Qual è il contesto politico della Penisola in quell’anno? Gli italiani erano 33 milioni – pensateci, quasi la metà di quello che siamo oggi, la metà – ma alle elezioni di quell’anno avevano votato solo 2 milioni. A Belfast in Irlanda del Nord era iniziata la costruzione del Titanic. Lo stipendio di un operaio era di due lire al giorno, più o meno il prezzo di un pezzo di pane. Le biciclette erano 600000, non tantissime. Ma pesavano tanto. Di solito pesavano 15 kg o di più perché erano fatte di ferro. Le biciclette avevano un freno solo e non avevano il cambio. Il cambio è quel meccanismo che permette di cambiare la lunghezza della catena, per fare meno fatica in salita. Insomma, le biciclette nel 1909 non erano comode come le biciclette di oggi.

Una bicicletta discreta, discreta significa non ottima, ma non brutta, costava più o meno 100 lire. 

La Gazzetta dello Sport è un giornale sportivo che, nel 1909, esce tre volte a settimana e costa 50 centesimi. Nel 1909 la Gazzetta dello Sport organizza il primo Giro d’Italia. 

Oggi gli Italiani seguono molto il calcio, probabilmente conoscete il calcio italiano. In quel periodo il calcio non era popolare come oggi. Le persone seguivano la scherma, il pugilato, il canottaggio e il ciclismo. 

Aumentavano le gare di ciclismo su strada. Nel 1870 c’era stata una gara da Firenze a Pistoia e nel 1876 la prima Milano-Torino. Il tour de France era nato nel 1903.
Il primo Giro d’Italia del 1909 prevede 2.448 chilometri in otto tappe. Si iscrivono 166 persone, partono in 127 e 49 persone riescono a finire il giro. Molti numeri oggi, oggi pratichiamo i numeri!
Ripeto: il primo Giro d’Italia del 1909 prevede 2.448 chilometri in otto tappe. Si iscrivono 166 persone, partono in 127 e 49 persone riescono a finire il giro.

Dovete pensare che oggi partecipare al Giro d’Italia non è semplice. È necessario avere uno sponsor e una forma fisica eccezionale. I ciclisti che partecipano oggi sono atleti e si allenano tutto l’anno per questo. 

Nel 1909 invece, durante il primo giro d’Italia, le iscrizioni erano aperte. Questo significa che tutti potevano partecipare, quelli un po’ matti – insomma – abbastanza per provare un’impresa  così grande e faticosa!

Anche nel 1909 c’erano sei squadre con il nome dello sponsor e chi dava le gomme per le biciclette. L’assistenza però non era sicuramente come quella di oggi. Pensate anche alle strade: le strade non erano assolutamente come quelle di oggi.

Gli isolati

C’erano  molti corridori chiamati “isolati”. Isolati significa che non avevano uno sponsor ma correvano da soli. Queste persone dovevano fare tutto: pagare le spese e trovare da mangiare e da dormire. Ma voi chiederete: Perché queste persone partecipano al Giro con condizioni così difficili? Perché speravano di guadagnare di più rispetto al lavoro nei campi o alla fabbrica. Il premio per il vincitore prevedeva infatti soldi un premio in denaro.
Gli isolati lasciavano il loro bagaglio alla partenza e lo recuperavano all’arrivo. Dopo 10 ore o più sulla bicicletta dovevano trovare da mangiare e da dormire. 

Le strade, poi, come ho già detto, in quegli anni erano sconnesse e spesso non asfaltate. Era insomma un’ impresa e molta molta fatica. 

Il Primo Giro D’Italia

Il primo Giro d’Italia inizia a Milano e i ciclisti partono di notte. Molte persone avevano tra i venti e i trenta anni e quasi tutti erano poveri o non molto ricchi. Fra gli iscritti del 1909 ci sono 5 stranieri, che però non riescono a concludere tutto il Giro. Sicuramente le persone che partecipano nel 1909 erano molto diversi dal modello di ciclista che vediamo oggi in televisione. Molti avevano i baffi (che erano di moda a quell’epoca), erano abituati a biciclette molto pesanti e a strade polverose e non asfaltate. Non avevano vestiti costosi, erano persone umili. 

Il vincitore del primo giro d’Italia si chiama Luigi Ganna. Rossignoli, un altro ciclista molto forte e possibile vincitore, arriva terzo perché investito da un cavallo! Sì, avete sentito bene: investito da un cavallo. Un cavallo, l’animale.

Luigi Ganna, il vincitore, aveva 25 anni e aveva lavorato come muratore. Prima della sua carriera come ciclista, la bicicletta era per Ganna un importante mezzo di spostamento. La sua famiglia non era ricca e fin da giovane usa la bicicletta per andare a lavorare a Milano come muratore. Percorre ogni giorno molti chilometri, su strade malmesse e sterrate.

Dopo la vittoria, Luigi Ganna diventa famoso, corre altre gare e negli anni successivi fino alla sua morte si dedica alla sua  fabbrica di biciclette.

Il Giro d’Italia è cresciuto molto dalla prima edizione del 1909 e oggi è un appuntamento molto importante in Italia. È conosciuto internazionalmente e trasmesso in diretta televisiva. Ancora molte persone scendono in strada per vedere i campioni passare. 

Si è fermato per un paio d’anni durante la Prima e poi la Seconda guerra Mondiale. Per questo motivo, anche se il primo Giro è stato 110 anni fa, l’edizione di quest’anno è la numero 102.

Ci sono molte storie interessanti e simpatiche legate al Giro e ci sono molti libri belli e interessanti che raccontano dei grandi campioni. Storie di sofferenze, vittorie, sconfitte, paure e desideri. Storie di quando lo sport era un sogno per le classi più povere e umili.
Il Giro d’Italia ha alimentato per anni la fantasia e la passione di scrittori e cantanti. Il Giro d’Italia è una gara agonistica che fino a qualche anno fa riusciva davvero a unire gli Italiani che si sentivano parte di una stessa nazione.

Ecco per voi un paio di aneddoti divertenti sul giro.

La storia racconta che quando Luigi Ganna, il primo vincitore, arriva al traguardo del primo giro d’Italia, dopo ore e ore sulla sua bicicletta, le prime parole che pronuncia ai giornalisti non sono molto raffinate. A una domanda di un giornalista su come sta, Ganna risponde in dialetto della Lombardia: “me brüsa tanto el cü”, espressione che si può tradurre con: “mi brucia tanto il fondoschiena!”. Sì, la parte bassa della schiena. Beh, dobbiamo pensare che i sellini delle biciclette non erano molto comodi in quegli anni, pensate ore sulla bicicletta! 

I furbetti

Nella storia del Giro d’Italia ci sono stati anche atleti un po’ furbetti. Nel 1909 non c’erano ancora i sistemi di controllo che ci sono oggi e non c’erano le telecamere. Quattro ciclisti sono squalificati perché hanno preso un treno per andare da Bologna a Chieti. Come diciamo in italiano: “ci hanno provato”!

Nel 1914, invece, tre ciclisti si attaccano a un’automobile per fare una salita.

Record

Il Giro non è stato mai vinto dalla stessa persona per più di 5 volte. I ciclisti che hanno raggiunto questo record sono Alfredo Binda, Fausto Coppi e il belga Eddy Merckx – scusatemi ancora, perdonatemi per la mia pronuncia di nomi stranieri. Questo in particolare, Eddy Merckx, ha un sacco di consonanti. Mi scuso se ci sono persone dal Belgio che mi ascoltano. Dovrei fare un corso intensivo per pronuncia di nomi stranieri! Comunque…

Fausto Coppi è stato anche il vincitore più giovane, ha partecipato al suo primo Giro d’Italia con vent’anni. 

Nel 1997 Mario Cipollini batte il record della velocità con 48, 52 km all’ora. Praticamente, Cipollini ha quasi preso una multa per eccesso di velocità perché in Italia la multa per eccesso di velocità arriva con 50 km all’ora in centro abitato e Mario Cipollini tocca quasi questa velocità, un record.

Alfonsina Strada

Il Giro d’Italia è una gara maschile, ma nel 1924 una donna riesce a partecipare fra tutti concorrenti uomini. Il suo nome è Alfonsina Strada e riesce a partecipare tra molte polemiche. Quell’anno partono 90 persone, arrivano al traguardo 30 persone. Alfonsina riesce a completare il giro, ma i suoi tempi non sono calcolati perché è fuori tempo massimo. Quindi non calcolano i tempi delle ultime tappe. In ogni caso, Alfonsina è l’unica donna ad aver partecipato al giro e la prima donna che in una competizione sportiva italiana ha provato a competere con gli atleti uomini.

 

Bene, spero di aver ispirato in voi un po’ di curiosità sul giro d’Italia. Potete vedere in televisione o su internet ancora le ultime tappe del Giro di quest’anno. Per oggi vi saluto, a presto, Ciao Ciao.

Fonti e link utili:

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