24 – P come Petaloso

Come nasce una parola? Quando una parola è inserita nel dizionario?
Non ci pensiamo molto, ma la lingua cambia, evolve. Nuove parole entrano nel dizionario e altre parole muoiono. La lingua è un essere in evoluzione.
Grazie alla storia del piccolo Matteo e della parola “petaloso” scopriamo oggi come far entrare una parola nel dizionario.

Trascrizione

Oggi parliamo di una parola: petaloso! Questa è una parola che non esiste in italiano, ma nel 2016 è diventata caso mediatico sui social netwook. Perché?

Bene, torniamo indietro, oggi vi racconto questa storia. Oggi vi racconto la storia di Petaloso.

È il 2016, siamo in una scuola elementare in provincia di Ferrara. In una classe di terza elementare, la maestra Margherita Aurora, dà un compito ai bambini. Stanno praticando gli aggettivi. La maestra chiede ai bambini di pensare a tre aggettivi per la parola “fiore”. Il piccolo Matteo, per descrivere il fiore, inventa la parola Petaloso. 

La maestra Aurora, divertita, scrive con i bambini una lettera all’Accademia della Crusca. Vi ricordate di questa Accademia? Abbiamo parlato dell’Accademia della Crusca quando abbiamo parlato della storia della lingua italiana. Questa Accademia è nata molti secoli fa, nel 1582. È la più prestigiosa istituzione linguistica italiana ed è nata per regolare e studiare la lingua italiana. Veramente, come abbiamo spiegato in un altro episodio, nel 1500 la lingua italiana non era unica per tutto il Paese. La lingua unica non esisteva. L’Accademia della Crusca scrive il primo dizionario Italiano nel 1590. È un’istituzione ancora molto importante oggi in Italia.

Insomma, la brava maestra Margherita Aurora, spiega ai bambini che cos’è l’Accademia della Crusca e insieme scrivono una lettera.

Un paio di settimane dopo i bambini ricevono una risposta, via posta, direttamente dalla Crusca! La lettera è firmata da Maria Cristina Torchia, una ricercatrice che lavora nell’Accademia. Oggi voglio leggervi questa risposta.

Matteo, 8 anni, alunno delle classe terza delle scuole elementari ‘Marchesi di Copparo’ inventore del neologismo ‘petaloso’, con la maestra Margherita Aurora in una foto diffusa dalla ‘Nuova Ferrara’, 24 Febbraio 2016. ANSA/ ROSSETTI

Perché?

Prima di tutto perché è molto bella, poi perché spiega in modo chiaro la strada che una parola deve fare per arrivare al dizionario. Spiega bene come la lingua cambia con il tempo e prende parole nuove anno dopo anno. Secondo me è molto bello quello che la maestra e l’Accademia hanno fatto. Hanno spiegato in modo pratico e semplice ai bambini come la nostra lingua cambia. E hanno dato spazio alla creatività di un bambino

Questo secondo me è molto importante.

Ecco qui la lettera. Pronti? Via:

“Caro Matteo,

la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano così come sono usate parole formate nello stesso modo.

Tu hai messo insieme petalo + oso > petaloso = pieno di petali, con tanti petali

Allo stesso modo in italiano ci sono:

pelo + oso > peloso = pieno di peli, con tanti peli

coraggio + oso > coraggioso = pieno di coraggio, con tanto coraggio.

La tua parola è bella e chiara, ma sai come fa una parola a entrare nel vocabolario? Una parola nuova non entra nel vocabolario quando qualcuno la inventa, anche se è una parola “bella” e utile. Perché entri in un vocabolario, infatti, bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e che tante persone la capiscano. Se riuscirai a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a dire e a scrivere “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perché gli italiani la conoscono e la usano. A quel punto chi compila i dizionari inserirà la nuova parola fra le altre e ne spiegherà il significato.

È così che funziona: non sono gli studiosi, quelli che fanno i vocabolari, a decidere quali parole nuove sono belle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti), allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario.

Spero che questa risposta ti sia stata utile e ti suggerisco ancora una cosa: un bel libro, intitolato Drilla e scritto da Andrew Clemens. Leggilo, magari insieme ai tuoi compagni e alla maestra: racconta proprio una storia come la tua, la storia di un bambino che inventa una parola e cerca di farla entrare nel vocabolario.

Grazie per averci scritto.

Un caro saluto a te, ai tuo compagni e alla tua maestra.

Maria Cristina Torchia
Redazione della Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca”

 

Mi piace questa storia perché è un gesto semplice e positivo che analizza la lingua che cambia dal punto di vista di un bambino.

Per oggi è tutto,

Una buona giornata petalosa a tutti voi.

Ti è piaciuto l'episodio? Condividilo per favore:

Share on facebook
Facebook
Share on linkedin
LinkedIn
Share on email
Email
Non perdere gli ultimi episodi: iscriviti!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Ciao!

Ciao, sono Linda.
Questo è lo spazio dove condivido consigli e curiosità sulla lingua e la cultura italiana. Adoro parlare di libri, letteratura e cinema. Vorresti leggere di un argomento particolare? Entra in contatto con me! Sono sempre contenta di ricevere consigli, commenti e suggerimenti.

This is the space where I share tips and curiosities about Italian language and culture. I love talking about books, literature and cinema. Would you like me to talk about a specific topic? Please get in touch! I’m always happy to receive suggestions and to learn new things. 

Qui gli altri episodi:

Parliamone su Facebook:

Ti piace il podcast e vuoi parlare di questi argomenti? Collegati con me su Facebook.
Entra anche tu a far parte del gruppo “Pensieri & Parole – Italian literature and culture”

Categories

Prenota la tua lezione di prova

Vuoi parlare in Italiano con me? Prenota la tua lezione di prova: è gratuita e dura 30 minuti. Sarò felice di incontrarti virtualmente!